Pubblicato in: Riflessioni, Tecniche psciologiche

Il potere della musica

Namastè a tutti,

Questo articolo lo scrivo con l’intento di divulgare un pensiero personale riguardante la musica. La musica: un connubio di melodie trasmesse da diversi strumenti e voci, le quali vengono realizzate, cantate e ascoltate sia che in momenti tristi che felici, in momenti di rabbia o di preghiera. Viene inoltre riprodotta e svolta in molteplici culture, accomunando tutti gli esseri umani. Penso quindi che questo sia un qualcosa che esprima il concetto di olistico nella sua interezza.

Seppur, soprattutto nelle società occidentali, temo si sia persa l’essenza della musica. Come ogni cosa stupenda, viene molto venerata e riprodotta specialmente quella antica che apparteneva al passato. Con ciò non intendo dire che la musica del passato fosse sempre stata composta esprimendo la sua essenza, ma quantomeno gli scopi erano ben diversi rispetto quelli odierni.

Al giorno d’oggi gli artisti più noti sono dopotutto quelli che hanno creato delle melodie orecchiabili e adatte specialmente per il fine di edulcorare il mondo pubblicitario. Vi è d’altronde questo persistente desiderio di intrattenere il prossimo attraverso la musica, ma si è dimenticata l’utilità primaria della musica, dei suoni, ovvero, quella terapeutica, quindi personale, e quella che ci permette di entrare in contatto con la natura.

In molte culture, infatti, la musica viene usata per richiamare gli animali, come per esempio in quella scandinava attraverso il richiamo che si chiama Kulning.

Un altro esempio in cui la musica viene eseguita per i suoi fini primari sono i cantici sciamanici per la guarigione.


Il punto è che la musica è un qualcosa la cui esistenza appartiene ad una dimensione non visibile all’occhio umano e dovrebbe essere usata per tale fine, piuttosto che essere impiegata per promuovere cose appartenenti al mondo consumista. Compra questo, compra quello, ti rivoluzionerà la vita!
La verità è che se vuoi rivoluzionare la tua esistenza, devi partire da te stesso, dalla tua interiorità. Le cose esterne possono essere utili, ma non sono essenziali.

La musica però, come menzionato prima, ha anche fini terapeutici, per esempio, avete mai sofferto di emicrania o encefalite in cui gli odori, i suoni, la luce e i rumori possono solo aggravarla? Ebbene anche in questo caso la musica può essere un toccasana se ascoltata a determinate frequenze. Ovviamente quella a cui mi riferisco non è musica commerciale. Nessuna delle musiche che ho menzionato finora sono melodiche o orecchiabili, nel senso che siamo abituati a quell’accostamento di suoni, anzi, spesso o sono suoni che se accostati stonano o sono sono suoni lineari. Quest’ultime sono di fatto le vibrazioni della natura alle quali, anche noi esseri umani, indistintamente dalla nostra origine, siamo legati in quanto tutti figli dello stesso pianeta e cielo.

Vi racconto una storia personale. Io stessa quando ero più giovane, soffrivo di mal di testa. Ce l’avevo 5 giorni su 7 e talvolta era costante, senza soffermarsi dopo ore di sonno. A 13 anni iniziai a cantare canto lirico. Non mi piaceva come genere di musica, in quanto molte canzoni erano religiose o i testi erano molto antiquati, ma quantomeno l’impostazione per quel genere di canto (diverso rispetto quello per la musica leggera) mi alleviava o sospendeva il dolore, cosa che nemmeno le medicine riuscivano a fare. Perciò lo continuai a studiare, fin quando a 20 anni notai che non ero portata per esibirmi, non ne trovavo dei benefici. Certo gli applausi e gli apprezzamenti da parte delle persone che mi ascoltavano erano ben accetti, ma l’ansia prima del concerto, il tormento delle prove, l’esaurimento che provavo dopo essermi esibita non equilibrava tutto ciò che vi poteva essere di positivo. Inoltre la funzione della mia esibizione non era terapeutica verso le persone che mi ascoltavano, i brani non venivano scelti in base a delle frequenze che quando emesse potessero rilassare le menti delle persone, ma in alla bellezza; era perciò una ricerca estetica dei suoni e non veniva minimamente ricercato il beneficio psicofisico che un determinato brano poteva portare al pubblico.
Amavo e tuttora amo cantare, questo è indiscutibile, ma per me stessa, per un qualcosa di terapeutico e personale. Sarebbe più utile insegnare il canto al prossimo, più che dimostrarlo per mero intrattenimento.

Il nostro corpo d’altronde funziona attraverso delle determinate frequenze. Il cervello va da 0,1 a 3,9 Hz ovvero:

Questa invece è la frequenza dell’universo di 432 hertz

E’ interessante sapere inoltre che noi stessi, quando eravamo ancora all’interno del ventre materno abbiamo ascoltato quello che viene chiamato suono bianco in quanto l’assenza di periodicità nel tempo e l’ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze.

Esso rassomiglia di fatto a quello delle onde mare e questo dimostra ulteriormente quanto tutto e tutti siamo connessi e collegati tra di noi.

Prossimamente aprirò un canale YouTube per questo blog in cui troverete musiche terapeutiche ed esserci di meditazione e molto altro ancora.

Come sempre vi ringrazio per essere stati con me e aver fatto tesoro di un ulteriore tassello verso una visione sempre più olistica della realtà e di noi stessi.

– Olistic Path

Pubblicato in: Meditazioni, Tecniche psciologiche

Scrittura autobiografica

Namastè a tutti!

Come promesso quest’oggi vi voglio donare una tecnica psicologica che potete applicare su voi stessi senza il supporto di uno psicologo.
In questo articolo vi fornirò degli esercizi e vi spiegherò come applicarli, ma l’analisi successiva ve la tramanderò solo via mail così che l’esercizio venga eseguito senza manipolazione. Perciò prendete carta e penna, provatelo e poi scrivetemi all’indirizzo olisticpath@gmail.com. Sarò pronta ad accogliervi al primo step di questo lungo cammino olistico 🙂

La penna è più lenta del pensiero. Per questo è superiore. Riesce a cristallizzare attimi di vita, emozioni, sensazioni e pensieri che sfuggono alla mente

– A. Siani

La scrittura autobiografica è un modo per comprendere come rappresentiamo noi stessi. Questo è inoltre uno strumento duttile che può essere applicato anche in situazioni più specifiche oltre che favorire una integrazione tra gli emisferi cerebrali.

A questo punto, dopo un breve accenno sui vantaggi di questa pratica, vi darò delle linee guida per praticarla il meglio possibile.
Come prima cosa, per ottenere il focus mentale giusto per scrivere attraverso la propria essenza e non giudizi esterni che le persone attorno a noi possono avere sul nostro conto, vi invito a svolgere un breve esercizio sul respiro ogni qualvolta vogliate utilizzare questo strumento.

ESERCIZIO 1

Vi fornisco un video che reputo ideale per rilassarsi, perché questo è il segreto per entrare in contatto con il proprio sé interiore più autentico: il respiro; questo in quanto, senza esso non vi sarebbe vita. Perciò chiudi gli occhi e:

Una volta eseguita questa pratica, vi consiglio di aspettare un paio di secondi. Poi in silenzio prendere la penna e iniziate a scrivere.
Kelly aveva proposto una prescrizione al quanto articolata e particolarmente attenta alla selezione delle parole che appaiono pesate con grande attenzione.


Vorrei che scrivesse un bozzetto del carattere di… (si riferisce alla persona che scriverà il testo), proprio come se fosse il personaggio principale di una commedia. Lo scriva come potrebbe scriverlo un amico benevolo e che la conoscesse molti intimamente, forse meglio di chiunque l’abbia conosciuta. Si ricordi di scriverlo in terza persona; per esempio cominci dicendo: “… è…”

ESERCIZIO 2

Questo esercizio invece va svolto in due!

Mettete una musica rilassante e fate leggere all’altra persona il seguente testo. Ad ogni punto, fate una pausa di tre secondi e :

Chiudi gli occhi e rilassati. Lascia che anche i muscoli del collo braccia. Delle mani. Del petto Delle gambe. Dei piedi. Si rilassino. Lasciati andare.
A questo punto, ascolta il tuo respiro, seguilo. Inspira dal naso. Espira, piano piano, dalla bocca. Segui il respiro che entra e che esce. Stagli vicino.
Ora, continuando a respirare come prima e continuando a rilassarti sempre di più, lascia che tua mente segua queste parole:
Sei in mezzo alla natura, in un luogo a te familiare che ti porta pace e tranquillità.
Cosa vedi attorno a te? (non serve parlare, basta immaginare)
E’ giorno o è notte? Dove sei? Che stagione è?
(un minuto di silenzio)
Mentre ti osservi attorno, vedi qualcuno arrivare. Quando ti si avvicina, comprendi che sei tu quando eri piccolo.
Quanti anni hai?
Inizi a parlarci e a camminarci assieme.
Di cosa parlate, come camminate?
Ora però il bambino deve andare, ma prima di partire ti da qualcosa.
Cos’è? Come vi salutate?

Adesso apri gli occhi piano piano e inizia a scrivere quanto hai visto, descrivilo. Cosa hai sentito? Come era quel bambino? In che luogo eri? Cosa è successo?

Una volta terminato di scrivere il testo, mettilo da parte per qualche ora. Poi scrivimi via mail così che ti possa fornire la tecnica per analizzarlo e trarvi tutti i vantaggi possibili, possibilmente specificate quale esercizio avete fatto.

olisticpath@gmail.com

Ti ringrazio per essere stat* con me durante questa tratta.

– Olistic Path